Accumulo di escrementi
I depositi su balconi, macchinari e zone di passaggio sporcano le superfici e aumentano il rischio di scivolare.
Disinfestazione professionale
Piccioni e altri uccelli scelgono cornicioni, tetti e impianti perché offrono riparo e superfici su cui fermarsi. La soluzione deve bloccare l’accesso senza ferire gli animali e senza ostacolare la manutenzione dell’edificio.

Riconoscere il problema
Escrementi, nidi e rumore sono facili da notare. Prima di installare una protezione, però, bisogna capire da dove arrivano gli uccelli, dove dormono, dove trovano cibo e se sono presenti nidi o specie protette.
I depositi su balconi, macchinari e zone di passaggio sporcano le superfici e aumentano il rischio di scivolare.
Prima di rimuoverli bisogna riconoscere gli uccelli presenti e verificare il periodo dell’anno.
Cornicioni e travi usati regolarmente mostrano dove i piccioni si fermano e quali percorsi seguono.
Pannelli rotti o altri varchi permettono agli uccelli di entrare in sottotetti e capannoni.
Preventivo trasparente
Il costo dipende dalla lunghezza o dalla superficie da proteggere, dall’altezza, dalla forma dell’area, dal sistema scelto e dalla pulizia necessaria. Chiudere un cortile con una rete è diverso dal proteggere un balcone con punte o cavi.
Descrivi il problema e richiedi una stimaDove interveniamo
Balconi, grondaie, sottotetti e cortili interni.
Travi, zone di carico, pannelli e impianti.
Le protezioni devono integrarsi con le facciate e le aree frequentate dagli ospiti.
Presenze da riconoscere
Non tutte le presenze si gestiscono allo stesso modo. Prima di rimuovere un nido o chiudere un varco occorre riconoscere la specie e verificare che non restino animali intrappolati.
Usano cornicioni, sottotetti, travi e impianti come punti di sosta o nidificazione. Reti, cavi e chiusure vengono scelti in base alla superficie.
Entrano da aperture molto ridotte e possono nidificare sotto tegole e pannelli. Le chiusure richiedono particolare attenzione al periodo riproduttivo.
Possono riunirsi in gruppi numerosi e usare alberi o strutture come dormitori. Il problema non si risolve proteggendo un solo punto senza studiare gli spostamenti.
Occupano tetti piani e aree ampie. La strategia deve considerare nidi, fonti di cibo, sicurezza in quota e regole di tutela applicabili.
Il riconoscimento visivo orienta il controllo, ma non sostituisce la verifica dell’esemplare, delle tracce e dei rifugi.
Metodo operativo
Individuiamo le superfici su cui si fermano e i punti di ingresso, puliamo l’area in sicurezza e progettiamo una rete o un’altra barriera resistente, che permetta i controlli e la manutenzione.

Riconosciamo gli uccelli, i percorsi, i nidi e le fonti di cibo.
Scegliamo reti, cavi, punte o chiusure adatte all’edificio.
Rimuoviamo escrementi e resti evitando di sollevare polvere.
Fissiamo il sistema e verifichiamo che non restino aperture.
Prima dell’intervento
Copertura nazionale
Scegli la regione dell’intervento per trovare rapidamente la provincia o il comune interessato.
Domande frequenti
Dipende dalla forma e dalle dimensioni dell’area: le reti chiudono spazi ampi, mentre cavi o punte proteggono cornicioni e altre superfici. Il sopralluogo evita soluzioni poco efficaci.
In molti ambienti non danno risultati affidabili. Reti e altre barriere fisiche ben installate permettono un controllo più sicuro.
Solo dopo aver riconosciuto la specie, verificato se il nido è attivo e controllato le regole in vigore. La presenza di uova o piccoli può impedire un intervento immediato.
Vanno inumiditi e raccolti senza disperdere polvere. Superficie e quantità determinano i prodotti, le protezioni e il modo corretto di smaltirli.
Una progettazione corretta sceglie fissaggi e colori adatti, limita l’impatto visivo e lascia accessibili gli impianti.
Descrivi dove e quando hai notato il problema. Valuteremo i primi elementi utili per orientare il sopralluogo e l’intervento.